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liberazione aprile 29, 2009

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“[..] Voi dichiarate ogni giorno di volere ristabilire l’autorità dello Stato e della legge. Fatelo, se siete ancora in tempo; altrimenti voi sì, veramente, rovinate quella che è l’intima essenza, la ragione morale della Nazione. Non continuate più oltre a tenere la Nazione divisa in padroni e sudditi, poiché questo sistema certamente provoca la licenza e la rivolta. Se invece la libertà è data, ci possono essere errori, eccessi momentanei, ma il popolo italiano, come ogni altro, ha dimostrato di saperseli correggere da sé medesimo.  Noi deploriamo invece che si voglia dimostrare che solo il nostro popolo nel mondo non sa reggersi da sé e deve essere governato con la forza. Ma il nostro popolo stava risollevandosi ed educandosi, anche con l’opera nostra. Voi volete ricacciarci indietro. Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni. (Applausi all’estrema sinistra – Vivi rumori)”.  Giacomo Matteotti, ultimo discorso in Parlamento.

ECCO A CHI APPARTIENE LA FESTA DELLA LIBERAZIONE.

marzo 26, 2009

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Furio Colombo: dichiarazione di voto sul federalismo fiscale alla camera dei deputati. (24.03.09)

Signor Presidente, mi congratulo con il governo e in particolare con i ministri secessionisti della Lega Nord per il loro successo: fanno votare questa Camera per un federalismo fiscale che non è federalismo perché sconnette l’Italia e riconnette parti disuguali. Non ha niente di fiscale perché non comprende e non indica numeri, una cifra o un riferimento alla realtà e alla verità economica.

Mi congratulo perché, mentre in ogni democrazia del mondo i vostri colleghi di governo e i nostri colleghi di Parlamento stanno lavorando giorno e notte per rendere meno aspra la crisi, meno fatale la recessione, meno duro il destino di chi sta perdendo il lavoro o sta perdendo l’impresa, voi ci avete tenuto qui inchiodati a preparare la vostra campagna elettorale che ha a che fare solo con le vostre ossessioni.

Per cominciare avete invitato gli immigrati legali islamici ad “andare a pisciare nelle loro moschee”. Poi abbiamo discusso le impronte digitali ai bambini Rom, le classi separate in regime di apartheid. Ci avete imposto un’emergenza che richiedeva forza armate nelle strade. Avete, da statisti, studiato e proposto il reato di clandestinità, i medici spioni e il permesso di soggiorno a punti.

Quando questo magnamino giro di revisione della civiltà italiana è stato compiuto attraendo sul nostro Paese sarcasmo, diffidenza, satira, condanna, siete arrivati forti e determinati con la legge sul federalismo fiscale.

E’ affidata al vostro buon cuore, che ho appena illustrato, perché è una legge delega. Come in quel gioco televisivo, ci avete mostrato e fatto discutere solo delle scatole. Ma, a differenza del gioco televisivo, non le avete aperte.

Personalmente sento il dovere morale di dire NO. Non riesco a liberarmi dal sapere ciò che la Lega ha fatto da Gentillini a Borghezio, da Calderoli a Bossi. E ciò che sta per fare frantumando questo Paese, sentimenti, leggi, paura, malanimo e ronde.

No, io voglio dichiarare che la mia Italia è quella della Costituzione intatta da cui traggo un pensiero di speranza in questo momento.

Furio Colombo

30 anni di p2 marzo 5, 2009

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E’ inquietante. Molti dei progetti piduisti, elencati nel “Piano di Rinascita Democratica”, oggi hanno trovato realizzazione. Illuminante il video di Travaglio, come anche la pagina Wikipedia dedicata.

sveglia!!! ottobre 21, 2008

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martedì 28 ottobre, presso l’atrio della facoltà di giurisprudenza, manifestazione unitaria di protesta per l’abrogazione dell’articolo 16 della legge 133/08.

la facoltà di Giurisprudenza di Bari sonnecchia, o partecipa a dubbie iniziative organizzate da certi fighettini inamidati.

facciamo un’ipotesi ottobre 21, 2008

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Facciamo
l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un
partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la
costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia
su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli, ma vuol
istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora che cosa
fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato
in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il
difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle
scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il
partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,
intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a
screditarle, ad impoverirle.

Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private.
Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel
partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole
private. Cure di denaro e privilegi. Si comincia persino a consigliare
i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si
dice di quelle di stato E magari si danno dei premi, come ora vi dirò,
o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a
mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole
private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si
studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una
scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare
apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le
scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.
Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna
discutere.

Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener
d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre
modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che
vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non
controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non
hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano
burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto.
Dare alle scuole private denaro pubblico.

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950.

Dio? non ha indirizzo. ottobre 18, 2008

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Senatore statunitense fa causa a Dio, considerato responsabile del clima di terrore ormai diffuso nel mondo e di tutti i mali che lo affliggono. Causa respinta, in quanto Dio non ha un indirizzo.

un solo giornale (o forse due…!) ottobre 2, 2008

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Ancora un politica economica sciagurata, questa volta nei confronti dell’editoria. Il decreto legge Tremonti, esecutivo dagli inizi di agosto, ha ridotto le spese per l’editoria di 83 milioni di euro, sopprimendo il carattere soggetivo dei contributi erogati ai quotidiani. I quotidiani più piccoli, ma più forse grandi di tanti altri, sono, adesso, a rischio bancarotta. Una sconfitta per la nostra libertà d’informazione, per il nostro diritto di farci raccontare come vanno le cose da chi vogliamo noi, e non da chi vogliono loro. “Un solo giornale una sola radio e mille scheltri dentro l’armadio” : così recitava una canzonetta qualche anno fa, e questa frase mi faceva pensare a tempi che erano andati, e che per fortuna erano ormai pagine di storia. E allora per evitare che, se pur più silenziosamente e “pacificamente” che in passato, qualcuno possa cancellare le voci diverse che noi vogliamo continuare ad ascoltare, bisogna fare qualcosa.

http://www.ilmanifesto.it/pagine/editoria/

in una domenica così malinconica…;) settembre 28, 2008

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vauro settembre 13, 2008

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undici nove settembre 11, 2008

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dall’ultimo discorso del presidente Salvador Allende al popolo, trasmesso l’11 settembre 1973

“…Altri uomini supereranno questo momento grigio
ed amaro, nel quale il tradimento pretende d’imporsi.
Proseguite voi, sapendo che, non tardi ma molto presto,
si apriranno i grandi viali alberati dai quali passerà
l’uomo libero, per costruire una società migliore.
Viva il Cile, viva il popolo, viva i lavoratori!
…queste sono le mie ultime parole, e io ho la certezza che il mio
sacrificio non sarà vano. Ho la certezza che sarà almeno una sanzione morale, per punire la fellonìa, la
codardia ed il tradimento.”