un solo giornale (o forse due…!) ottobre 2, 2008
Posted by michelelaterza in Uncategorized.trackback
Ancora un politica economica sciagurata, questa volta nei confronti dell’editoria. Il decreto legge Tremonti, esecutivo dagli inizi di agosto, ha ridotto le spese per l’editoria di 83 milioni di euro, sopprimendo il carattere soggetivo dei contributi erogati ai quotidiani. I quotidiani più piccoli, ma più forse grandi di tanti altri, sono, adesso, a rischio bancarotta. Una sconfitta per la nostra libertà d’informazione, per il nostro diritto di farci raccontare come vanno le cose da chi vogliamo noi, e non da chi vogliono loro. “Un solo giornale una sola radio e mille scheltri dentro l’armadio” : così recitava una canzonetta qualche anno fa, e questa frase mi faceva pensare a tempi che erano andati, e che per fortuna erano ormai pagine di storia. E allora per evitare che, se pur più silenziosamente e “pacificamente” che in passato, qualcuno possa cancellare le voci diverse che noi vogliamo continuare ad ascoltare, bisogna fare qualcosa.
http://www.ilmanifesto.it/pagine/editoria/

…non voglio essere cattivo (anzi un poco fatemelo essere), ma il Manifesto ogni anno fa questa mega-campagna di sottoscrizione. Quest’anno ha trovato come “pretesto” la questione dei tagli all’editoria. Sinceramente mi sembra un poco corporativo come atteggiamento. E Carta, e Liberazione? E tanti altri settimanali e/o quotidiani che magari neanche conosciamo perchè sono radicati in territori diverso dal nostro e fanno un serio lavoro di militanza ed informazione sociale?
Il sindacalismo ha insegnato una cosa, che le vertenze quando sono particolari servono solo a difendere interessi “di bottega”.
francesco
E’ un piano architettato ad arte. Nella situazione di emergenza, anche le azioni più illiberali vengono viste dall’opinione pubblica come “necessità”. Mai come oggi sento il bisogno di una vera opposizione. Il PD (per me non è una novità), ha deluso, scontenta questo clima buonista che ha permesso a Berlusconi di fare tutto quello che doveva fare e che ha cancellato la Sinistra (alle beghe con le solite martellate sui mammasantissimi grazie ai Vendoliani) dal Parlamento italiano.
Se ‘ilManifesto’ viene letto non avrà problemi: grazie agli incassi rimarrà in vita.
innumerevoli sono i giornali che ricevono finanziamenti, anche quelli a tiratura molto elevata
http://www.governo.it/Presidenza/DIE/dossier/contributi_editoria_2006/stampa.html
il manifesto è una cooperativa, senza padroni. tra i quotidiani editi da cooperative di giornalisti il manifesto è l’unico a diffusione nazionale.
http://www.governo.it/Presidenza/DIE/dossier/contributi_editoria_2006/allegati/3_%20comma_2_2006.pdf
tagliare i fondi a scredito dei giornali più piccoli? questa è la legge del più forte. sono le leggi del mercato, qualcuno risponderà. io dico di no. La libera informazione è l’essenza della libertà, e la libertà (almeno la mia!) non è in vendita.
Il Manifesto potrà continuare ad uscire in ogni edicola, proprio perchè in Italia c’è libertà.
Ma se i comunisti sono scesi dal 30% al 3%, con conseguente riduzione dei lettori, non è colpa del Governo.
e invece potrebbe succedere che non esca più in edicola, proprio perchè in italia la libertà sta venendo a mancare
non si tratta di comunisti e di non comunisti. non mi reputo comunista, eppure stimo e leggo spesso il manifesto. chè è un quotidiano comunista.
E Perchè è probabile che non esa più? Forse perchè il ridotto numero di lettori non permette di sostenerlo?
Allora due sono le ipotesi: o ilManifesto si ridimensiona oppure cerca nuovamente di attrarre il lettore.
Di certo non devono essere i soldi dei contribuenti a farlo esistere.
P.S. anche a me piace ‘ilManifesto’, lo reputo migliore sia de l’unità sia de larepubblica.